Commissione ecomafie in Veneto

Arriva in Veneto la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, conosciuta come Commissione Ecomafie. Nel corso di una missione che riguarderà anche la Lombardia tre giorni, il il 9, il 10 e l’11 luglio, saranno dedicati alla nostra regione. In particolare il 9 luglio la Commissione visiterà la Se Fi di San Donà di Piave, stabilimento che tratta rifiuti speciali dove il 24 aprile 2018 un incendio ha completamente distrutto uno dei capannoni. Il giorno dopo i parlamentari effettueranno un sopralluogo a Noale e a Paese, nel trevigiano, teatro del sequestro effettuato dalla procura veneziana di due cave che venivano utilizzate come discariche – parliamo di 280mila tonnellate di materiale – dalla Cosmo Ambiente di Noale accusata dal pubblico ministero Giorgio Gava di utilizzare i rifiuti, contaminati da metalli pesanti e amianto per i sottofondi stradali.

Lo stesso giorno nel pomeriggio, e poi per tutto il giorno dopo, ci saranno le audizioni dei vari rappresentanti istituzionali dove verranno messe a fuoco alcune questioni cruciali come la bonifica di Porto Marghera, il dramma dei Pfas (sarà sentito anche il curatore fallimentare della Miteni nel tardo pomeriggio di giovedì 11 luglio) e gli incendi negli stabilimenti di rifiuti. La Commissione torna in Veneto anche in questa legislatura per fare approfondimenti su alcuni temi di inchiesta trasversali a più aree geografiche del Paese a cui stiamo lavorando: gli incendi negli impianti di trattamento e stoccaggio rifiuti, irregolarità nell’utilizzo di sottoprodotti, la contaminazione da Pfas.

“Alcune aree del Veneto, come altre nel Nord Italia, sono diventate esposte a significativi illeciti in materia di rifiuti – ha dichiarato il presidente Stefano Vignaroli del Movimento Cinque Stelle – Traffici che traggono origine dalla volontà di abbattere i costi legati alla corretta gestione e massimizzare i guadagni”.

La Commissione ecomafie della scorsa legislatura, dedicando un’intera relazione al Veneto, aveva denunciato una situazione “drammatica” dovuta anche ad un “particolare clima, diffuso nel territorio regionale, che ha consentito il protrarsi di un’illecita gestione dei rifiuti, di carattere nazionale e internazionale, con la connivenza di tantissime imprese”. Sarà interessante capire grazie all’attività d’inchiesta della nuova Commissione, a tre anni di distanza, che cosa si sia mosso nelle istituzioni e nel mondo delle imprese per contrastare l’avvelenamento del territorio.

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