In questi minuti Corrado Clini ci informa, attraverso twitter, che parteciperà oggi ad una trasmissione de La7 per parlare di terremoti. L’altro ieri l’ex ministro ed ex storico dirigente del ministero dell’Ambiente era a RaiNews24 per lo stesso motivo informandoci che “nel 2012 presentai un piano da 40 miliardi per la prevenzione, oltre all’assicurazione obbligatoria per il rischio sismico. Non se ne fece nulla. La politica non sa guardare al lungo termine”. E bravo Clini che “sa guardare al lungo termine”.

A Rainews24 non l’hanno detto, ma Clini è accusato dalla magistratura per gigantesco un giro di tangenti internazionali. Secondo l’accusa Clini e il suo socio Pretner si sarebbero appropriati, tramite un vorticoso giro di fatture, di oltre 3 milioni di euro. I soldi, secondo l’accusa, provenivano da un finanziamento statale di quasi 55 milioni, erogato a partire dal 2003 dal Governo italiano a favore del progetto “New Eden”, gestito dall’ong Iraq Foundation prima, eNature Iraq poi (cui partecipava proprio lo Studio Galli Ingegneria). Questo progetto aveva come obiettivo la riqualifica di alcuni bacini idrici del Tigri e dell’Eufrate in territorio iracheno dopo la caduta di Saddam (vedi qui). Accuse analoghe sono state mosse a Clini per progetti riguardanti la Cina e il Montenegro. Per altro una costola ferrarese dell’inchiesta portata avanti a Roma e che vede imputati alcuni comprimari ha già raggiunto il verdetto di condanna in primo grado (vedi qui). Per descrivere lo stile dell’ex ministro consigliamo di leggere questa inchiesta su una discarica di Nairobi e i progetti di risanamento di cui si occupò Clini.

Perché Clini viene invitato, anche da una rete pubblica, senza che si faccia cenno a queste vicende?

Il problema è che il tipo di reati in cui sarebbe incappato Clini – reati da colletto bianco come corruzione e peculato – un ruolo fondamentale viene assunto dal contesto sociale in cui questi si compiono e il giudizio che la cerchia sociale di riferimento esprime a proposito di questi fatti. Se i fatti vengono sottostimati o banalizzati dai gruppi di riferimento dell’ex ministro – giornalisti, dirigenti, politici – vengono fornite le giustificazioni utili a razionalizzare e a motivare le azioni illegali. Se Clini, malgrado le gravissime accuse che gli pendono sulla testa, viene trattato da opinionista rispettabile e ha così occasione per rivendicare il suo curriculum, allontana da sé lo stigma della criminalità grazie alla presunta banalità – azioni non degne di nota – attribuita alle sue azioni da una determinata cerchia sociale. Si tratta di una vera e propria neutralizzazione dei comportamenti illegali.

Che così illegali non sembrano da una fetta consistente delle élite di questo paese.