A partire dalla consueta associazione, tipica del linguaggio giornalistico, tra la parola stupefacenti e la parola traffico, l’assessore al traffico, Ivo Rossi ha evidentemente ritenuto di possedere le competenze necessarie per dire la sua sul tema. Ed è così che per una settimana a Padova abbiamo assistito stupefatti (è proprio il caso di dirlo) al dibattito sulla proposta, formalizzata da Ivo Rossi, di multare i “tossici” che, in automobile ai lati della strada, si rifornissero di merce, sul modello delle multe ai clienti delle prostitute.

Non se ne è fatto nulla non fosse altro che per la ragionevole opposizione messa in campo dai vigili urbani, che quelle multe avrebbero dovuto comminare, ma abbiamo avuto tutto il tempo per capire che quella proposta era stata soppesata, valutata, approfondita, insomma, presa sul serio, dai nostri amministratori.

L’esempio non riguarda le politiche ambientali – che comunque non sono, a dispetto di quel che ne può pensare il vicesindaco Sinigaglia, un settore specialistico del governo di una città -, ma esprime bene una certa approssimazione, una certo atteggiamento di rinuncia alla complessità dei fenomeni sociali, un rincorrere a tutti i costi ricette e soluzioni ad alto impatto mediatico, malgrado scarseggino le conoscenze sui fenomeni reali e la predisposizione al confronto. Questo è lo stile che ha contraddistinto, a mio modesto parere, il lavoro di questa giunta.

Marina Bastianello e Francesco Bicciato hanno voluto ricordare ai firmatari dell’appello “Temi perduti”, l’elenco delle buone cose fatte dall’amministrazione di centrosinistra. Hanno fatto bene perché nessuno, a cominciare dai colleghi di Bicciato, l’ha mai fatto. Ma continuano a perdere di vista che le buone cose fatte sono rimaste cose e non sono mai divenute spina dorsale di un progetto complessivo. E solo così avrebbe senso comunicarle, altrimenti ci troviamo di fronte ad una lista della spesa che riduce il nostro essere cittadini, protagonisti di un progetto politico chiamato “città”, ad utenti frammentati e solitari di piccole cose – a questo punto graziose regalie del sovrano illuminato a corrente alternata  – contraddittorie.

“Permane uno scarto tra le realizzazioni umane e ciò che può dare loro un qualche senso e valore. Separate da questo, quelle scadono lo sappiamo bene, che si tratti di fare un giornale, di gestire un ospedale, di sposarsi e crescere dei bambini, di governare una casa o un paese…dove lo prendiamo questo valore senza il quale ciò dietro a cui ci affatichiamo, scade nella risibile pochezza, e noi pure, ancora più scadenti?”. La domanda la pone Luisa Muraro e suona un po’ per tutti noi, qualsiasi cosa pensiamo delle “cose” fatte, o non fatte, da questa giunta. Il valore, di cui parla la Muraro, a mio parere è la politica e di questa, tra una multa alle prostitute, una agenda 21, una cementificazione o l’inaugurazione di un parco, non se ne intravede l’ombra.

p.s. vorrei sperare (di certo ancora una volta illuso) che il sindaco non pensi che apertura al dibattito significhi contrapporre appello ad appello, come sembra sia intenzionato a fare.

giugno 2007 – temi perduti