Votare in trasferta

Va dritto al punto Carlo Pieroni, capo della polizia antimafia del nordest: occhio alle elezioni amministrative, in particolare nel veronese. Il rischio, paventato dagli inquirenti, è che possano avvenire consistenti “trasferte” di amici e parenti dai paesi di radicamento originario dell’’ndrangheta in grado di assicurare il voto ad alcuni candidati amici. Il cambio di residenza può avvenire a pochi mesi dal voto garantendo, automaticamente, l’iscrizione alle liste elettorali di quel comune.

Dopo l’allarme lanciato dalla Dia, alla Commissione parlamentare antimafia è giunta in questi giorni una segnalazione riguardante un candidato in una lista del centrodestra in una cittadina del veronese che sarebbe legato ad ambienti della ‘ndrangheta crotonese. Sono in corso le verifiche necessarie per capire la fondatezza della segnalazione.

L’allarme lanciato da Pieroni riguarda in particolare alcuni comuni che vanno al voto domenica: Nogarole Rocca, Oppeano, San Bonifacio, Sommacampagna e Torri del Benaco. Tutte cittadine, della bassa veronese e del litorale del Lago di Garda, dove negli anni si è registrato un importante insediamento criminale di matrice ‘ndranghetista.

Sappiamo da ormai numerosi rapporti degli organi di contrasto che a Verona sono presenti esponenti di diverse cosche: i Grande Aracri di Cutro, gli Anello-Fiumana di Filadelfia, i Vrenna-Ciampà – Bonaventura di Crotone, i Papalia-Italiano di Delianuova, i Morabito- Pangallo-Marte di Africo nuovo, i Bellocco di Rosarno, i Piromalli-Molè di Gioia Tauro, anche se la presenza e l’attività criminale più consistente – dalla lettura dei segnali emersi in questi ultimi anni – sembra quella delle famiglie provenienti da Isola Capo Rizzuto.

Il fenomeno della partecipazione elettorale dei gruppi criminali si sarebbe già registrato, secondo la denuncia della Direzione nazionale antimafia a Lignano in occasione delle elezioni del 2012 quando 400 campani si sarebbero trasferiti a Lignano e condotti al voto – questa è la tesi dei magistrati antimafia e respinta dall’interessato – per favorire l’allora vicesindaco Giovanni Iermano, risultato poi primo fra gli eletti. D’altronde non è un mistero che la criminalità organizzata sia interessata al controllo di alcuni ruoli chiave come quelli che possono garantire l’espansione edilizia, con la competenza sugli strumenti urbanistici, e gli appalti pubblici.

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