Il fallimento delle ex Officine Zanatta di Trevignano (Tv)- nata negli anni ’80, una quindicina di dipendenti, produceva carpenteria metelliche – è stata in realtà una bancarotta pilotata dai proprietari, Paolo e Stefano Zanatta, con la consulenza di un personaggio di un certo interesse per chi si occupa di mafie.

Paolo Signifredi, commercialista parmense, ha offerto – come è emerso dalle indagini della guardia di finanza di Treviso – la sue competenze per svuotare la ditta dei suoi beni e poi avviarla al fallimento, lasciando dipendenti e  creditori con nulla in mano. Una cosa simile era accaduta, l’anno scorso, ai magazzini Del Ben di Monastier (qui).

Per le sue competenze professionali Signifredi era tenuto in grande considerazione dal gruppo di imprenditori calabresi, residenti a Mantova, e che facevano riferimento al clan Grande Aracri e finiti nella grande inchiesta Aemilia.

“E’ infatti soggetto dotato di buona capacità tecnico professionale nell’ambito economico-fiscale – scrivono gli investigatori  di lui – che ne connotano una apparente autorevolezza nell’espressione di ogni relativa attività, operando nel settore con effettiva disinvoltura così come è emerso nel corso delle indagini”.

L’attività del gruppo consisteva nell’acquisire aziende decotte, di cui Signifredi diveniva liquidatore, accordandosi con i proprietari, rivendere le attrezzature e gli immobili che fossero in capo alle società. L’accordo con i proprietari, nel caso sorgessero divergenze, veniva facilitata dalle capacità “persuasive” degli uomini del clan.

Non erano solo le competenze professionali a conquistare la fiducia degli uomini del clan: “…Paolo è uno di nostri davvero! (…) … che è… uno… dei nostri davvero.. che… ha conosciuto anche la galera!” assicura uno di loro al telefono.

D’altronde Signifredi si adopera per procurare nuovi affari al gruppo. Un imprenditore di Acqui Terme cerca finaziamenti per la locale squadra di calcio. Per altro le lezioni politiche sono imminenti e la salvezza della squadra sarebbe un bel colpo per i suoi referenti politici. Signifredi raccomanda il coinvolgimento dei suoi sodali con queste parole. “Questa qua è gente – te l’ho detto – non si presentano bene, perchè sono muratori ingranditi, però, se c’è da costruire, per dire, un grattacielo e servono, non so, i tre milioni contanti per arrivare al Sal…Loro ce li hanno! Hai capito! C’è questo di bello, ecco! Hanno tutte le strutture, tutte le attrezzature e tutt…e i soldi per andare! Tutto il materiale loro lo prendono, sai che i calabresi fanno scudo tra di loro, lo prendono..E’ logico che se la fanno loro e non si può …non…non possono tra virgolette, essere presentati, studieremo il modo con una società eccettera ..tranquilizzare tutto l’ambiente, dai!”

Da capire se in Veneto avesse lavorato da solo.