Veneto, una terra di strani fuochi

Non abbiamo idea su quale possa essere l’origine del grosso incendio avvenuto ieri a Castelfranco (vedi qui) che ha colpito la Ceccato Recycling – un’azienda che tratta rifiuti -, se sia di origine dolosa o meno.

Fatto sta che un paio di anni fa scorrendo la stampa locale del Veneto notammo un susseguirsi di questi eventi in particolare negli stabilimenti di trattamento e stoccaggio dei rifiuti.

Approfondendo il fenomeno, con l’Osservatorio ambiente e legalità, abbiamo integrato i dati dei vigili del fuoco sugli «incendi di edifici a destinazione commerciale ed industriale di stoccaggio e trattamento rifiuti» negli anni tra il 2007 e il 2011 e quelli dell’Arpav – riguardanti la stessa tipologia di rifiuti – per il 2012. Malgrado le differenti fonti i numeri saltano comunque all’occhio: nel veronese, ad esempio, nel 2007 abbiamo 5 incendi, nel 2008 1, nel 2009 3, nel 2010 2, nel 2011 1 e nel 2012 ben 7. Un trend simile ha riguardato il veneziano.

L’ipotesi, non così peregrina, è che appena vengono messi in discussione interessi o posizioni consolidate, il sistema di illegalità, connivenza, corruzione, reagisce mostrando il suo volto violento.

A questo proposito da segnalare i due incendi – avvenuto nel febbraio e nel marzo del 2014 – che hanno riguardato l’azienda Bigaran di servizi ambientali di San Biagio di Callalta (Tv). Nel primo, avvenuto nella notte tra 18 e 19 febbraio, era andato a fuoco del materiale organico depositato all’interno del capannone. Nel secondo, una settimana dopo, sono andati a fuoco cinque automezzi parcheggiati all’interno del piazzale, in una zona nascosta dagli sguardi da una siepe altissima.

Ricordiamo poi quanto accaduto a Feltre tra il 2012 e il 2014 con una serie di incendi, in particolare di cassonetti della carta. Oltre ai cassonetti, oltre trenta, era stata dato fuoco alla sede dei magazzini comunali nel maggio del 2012. Gli incendi sono avvenuti contestualmente al cambio del destinatario dell’appalto della gestione della raccolta della carta, prima in capo alla Aimeri Ambiente srl.

 

2 pensieri riguardo “Veneto, una terra di strani fuochi

  1. Mi è capitato per ben due volte di testimoniare in tribunale per due strani incendi nel veneziano/trevigiano, una volta in qualità di assessore e l’altra come segretario della CGIL. La scorsa settimana presso il Tribunale di Venezia per l’incendio sviluppatosi il 27 giugno del 2012 in un deposito di rifiuti tossici situato a cavallo tra i comuni di Marcon e Mogliano. I due comuni si sono costituiti parte civile e ora siamo in attesa della sentenza. Nella seconda metà degli anni 90 quando un devastante incendio si sviluppò per l’ennesima volta in un deposito di Fossò: solo l’intervento dei vigili del fuoco del Petrolchimico riuscì a domarlo. Nonostante un grande movimento di protesta che coinvolse migliaia di cittadini indignati alcuni di noi subirono un processo per aver osato avanzare qualche dubbio sulla dinamica di questi strani incendi. Ricordo che tra i querelati vi era l’assessore provinciale, il presidente dell’ordine dei medici e il segretario della CGIL. Quest’ultimo era l’incarico che ricoprivo allora.
    Encomiabile è la preoccupazione del sindaco di Castelfranco per i lavoratori ivi occupati se fosse stata però accompagnata dalla preoccupazione per la salute e la sicurezza dei cittadini. Ma di quest’ultima preoccupazione non ho sentito far cenno nelle sue dichiarazioni televisive. Ricordo che anche nel caso di Fossò i tentativo fu quello di usare i lavoratori contro l’ambiente e la salute. La riconversione ecologica dell’economia e la lotta per la legalità sono obiettivi che vanno di pari passo.

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