Caorle: la politica che rimuove

La politica caorlotta di Claudio Casella non parla volentieri. Eppure è stato un personaggio di primo piano in questi ultimi vent’anni e i sindaci di Caorle con lui hanno avuto spesso a che fare. Ora, anche dopo l’ultima inchiesta per bancarotta fraudolenta l’immobiliarista sembra essersi eclissato e di lui molti vorrebbero scordarsi. A sentire il suo nome il sindaco Luciano Striuli attacca il telefono. Peccato, perché ne avrebbe da dire. A cominciare dal fattivo appoggio alla sua rielezione nel 2016 quando Casella scopre la passione per la politica. Grazie alla collaborazione con Luciano Donadio, boss di Eraclea – che della somministrazione di manodopera ha fatto uno dei suoi principali business – metterà in piedi la lista di una sessantina di cittadini rumeni da iscrivere alle liste elettorali del comune di Caorle. Rafforzando così la rielezione di Striuli, la nomina dell’assessore Giuseppe Boatto, considerato vicino a Casella e il rinnovo della convenzione per il Villaggio delle Terme.

Convenzione che era stata sottoscritta da un altro sindaco, Marco Sarto.

Sarto si schernisce con più eleganza del suo successore sottolineando che la convenzione del Villaggio delle Terme, datata gennaio 2007 durante il suo mandato, “è stata sottoscritta con una società di Casella e approvata all’unanimità da tutto il consiglio comunale”. L’ex sindaco, secondo insistenti voci in corsa per la rielezione, puntualizza il suo ruolo anche riguardo all’altra operazione immobiliare di Casella, la lottizzazione di Ottava Presa, finanziata, a leggere le carte dei magistrati di Catanzaro, dal clan Mannolo di San Leonardo di Cutro. “In quel caso il consiglio comunale all’unanimità ha approvato la lottizzazione a favore delle famiglie proprietarie del terreno, che poi siano arrivati altri personaggi non potevo saperlo” sottolinea Sarto che molti, a Caorle, ricordano assiduo frequentatore del locale di Casella, il Quadrifoglio d’Oro di Viale Manzoni.

La travagliata operazione di Ottava Presa promossa da Casella, finita tra le sterpaglie, ha visto coinvolti altre due protagonisti della politica caorlotta: Radames Carbonera direttore dei lavori di Ottava Presa, aspirante candidato sindaco sulla scia di Striuli. Prima di Carbonera a dirigere i lavori il geometra Ivone Zusso, dello Studio tecnico Zusso, padre di Alessandra Zusso, assessore al turismo e anche lei sulla rampa di lancio per le elezioni amministrative autunnali.

La coltre di nebbia che si è stesa sull’innominabile Casella è squarciata dal comunicato di Fabio Rossignoli del Movimento 5 Stelle, e di Roberto Buoso di Articolo Uno. “Rammentiamo che è ancora in vigore la convenzione per la costruzione del famoso “villaggio delle terme” tra l’amministrazione ed una società che fa capo a chi da anni è sulle pagine della cronaca locale – scrivono i due portavoce della sinistra -, tutto normale? La giustizia farà poi il proprio corso come è corretto che sia, ci mancherebbe altro, nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva, ma l’etica politica è tutt’altra cosa”.

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