Il Presidente della logistica

Si fa chiamare il “presidente”. Nelle trattative sindacali è un duro, ma sa essere anche pragmatico. Giovanni Attanasio e le sue società hanno solidi interessi in Veneto. La Ir Logistic srl ha sede a Piacenza, ma a Vicenza gestisce tre magazzini del colosso della logistica Gls di cui è uno dei fornitori più importanti, mentre sempre a Vicenza ha una sede la Lavoro.doc, importante società di lavoro interinale, sempre controllata da Attanasio, con sedi sparse per l’Italia. Con la Calenda srl l’imprenditore salernitano riforniva Amazon a Vigonza fino all’anno scorso, mentre Natana.doc, colpita prima di Natale da interdittiva antimafia da parte della Prefettura di Vicenza, ha la sua sede in via della Meccanica 1/a nella zona industriale della città berica.

Attanasio ci tiene a gestire le faccende in prima persona: malgrado l’arresto, nel dicembre 2018, per associazione per delinquere, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, reati tributari, aveva comunque garantito ai sindacati che avrebbe firmato di persona l’accordo nel novembre 2019. Ma non è stato possibile. Dopo l’arresto ad Attanasio sono stati concessi i domiciliari e poi il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale. Si attende la sentenza dopo la richiesta del Pubblico ministero di 7 anni di reclusione.

Di “rapporti stretti, consolidati e risalenti con alcuni gruppi camorristici operanti in provincia di Salerno” scrive invece l’interdittiva prefettizia che in 17 pagine descrive l’evolversi della carriera imprenditoriale di Giovanni Attanasio che, sempre secondo la Prefettura, deve la sue fortune proprio all’alleanza stretta con i gruppi criminali salernitani. Sono 25 le persone denunciate per associazione a delinquere di stampo camorristico che hanno lavorato alle dipendenze del gruppo di società di Attanasio, esponenti del Percoraro – Renna che hanno sottoscritto un contratto di lavoro “quale attività lavorativa di copertura”. D’altronde, secondo il rapporto della Prefettura, era lo stesso Enrico Bisogni, boss del clan salernitano, ad occuparsi, per conto di Attanasio, delle persone da assumere venendo a tal fine contattato da personaggi della malavita.

Secondo alcuni collaboratori di giustizia Attanasio: “favoriva la famiglia camorrista dei Pecoraro, anzi era nato proprio grazie alla famiglia Pecoraro, egli riciclava i loro soldi e grazie ad essi di umili origini era diventato uno degli uomini più ricchi della Piana del Sele”. Dai collaboratori Attanasio viene descritto come un “camorrista con il vestito addosso”.

Dopo l’arresto del dicembre 2018 il sindacato Adl Cobas proclamò uno sciopero dei magazzinieri impiegati nelle ditte di Attanasio Cobas perché fosse «garantita serietà e legalità negli appalti della logistica” e garanzie nell’applicazione del contratto. Per tutta risposta Gls inviò una lettera in sottolineava che “nulla potrebbe decidere in ordine al trattamento di lavoratori dipendenti di società terze, uniche titolari dei rapporti di lavoro”, preannunciando che “non tollererà ulteriori strumentalizzazioni né tantomeno indebiti pressioni”.

Indebite “pressioni” denunciano anche i lavoratori impiegate nelle ditte di Attanasio a Piacenza: “Le intercettazioni della Guardia di Finanza hanno permesso di ricostruire il sistema sul quale prosperava Attanasio e con lui le finte cooperative – denuncia in un comunicato l’Unione dei sindacati di base di Piacenza – un sistema fatto di spedizioni punitive contro i lavoratori in lotta per i propri diritti. Attanasio chiedeva alla camorra di fornirgli picchiatori e crumiri contro i facchini di Usb in sciopero”. Nel 2016 Abdelssalam Eldanf, un facchino di 53 anni, nel corso di una vertenza sindacale con Attanasio, durante un picchetto, è stato ucciso da un tir che cercava di forzare il blocco.

Anche in Veneto i lavoratori della logistica hanno subito la “disciplina” di Attansio: “dopo uno sciopero per motivi contrattuali proclamato nell’autunno del 2018 – racconta Teo Molin Fop sindacalista dell’Adl Cobas – Attanasio ha attuato delle precise ritorsioni sui nostri iscritti cambiando ad esempio i giri delle consegne”.

“E’ il sistema degli appalti al ribasso che andrebbe cambiato alla radice – racconta Molin Fop -, da parte dei colossi della logistica vengono appaltati dei lavori a delle cifre che o lavori in perdita oppure non rispetti i contratti di lavoro. Una volta appaltato il lavoro i committenti sulle condizioni di lavoro se ne lavano le mani. E’ in contesti come questi che ditte con origini poco chiare possono prosperare”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...