Il pantano dell’Ater

Come si fa carriera all’Ater? Una risposta la può dare la lettura delle motivazioni della sentenza di primo grado dell’inchiesta “Pantano”, un procedimento su una rete corruttiva che ha coinvolto un buon numero di politici, funzionari ed imprenditori del padovano. Dal 2010 al 2012 quaranta gare truccate per un valore di 4 milioni di euro: un vero e proprio pantano, appunto.

“Senti un’altra cosa […] sarebbe bene che arrivasse anche una nota…a Frasson (Flavio Frasson allora presidente dell’Ater di Padova ed ex consigliere regionale ndr) dalla Regione anche” racconta, intercettato al telefono, Aldo Luciano Marcon (condanna a due anni e nove mesi) a Filippo Ascierto (condanna ad un anno e due mesi), deputato all’epoca, siamo nel 2011, di Alleanza Nazionale. Aldo Luciano Marcon era direttore dell’Ater di Venezia in scadenza e aspirava alla direzione dell’Ater di Padova.

“Ma lo faccio chiamare direttamente dalla regione a Frasson” rassicura Ascierto. E’ così che Marcon viene nominato direttore generale dell’Ater di Padova.

In cambio Marcon procura ad Ascierto i suoi protetti, un gruppo di imprenditori chiamati a lavorare nella nuova casa dell’onorevole a Montegrotto. Il direttore dell’Ater si raccomanda che l’onorevole dovevano “tenerselo buono”, “perché ‘uomo d’onore’”.

Gli imprenditori, Manuel Marcon (patteggiato due ani di carcere) e Roberto Unizzi (un anno e 5 mesi), erano imbufaliti, da quel lavoro non si ricavava nulla. L’onorevole Filippo Ascierto aveva il “braccino corto” e per i lavori nella sua nuova casa di Montegrotto richiedeva preventivi sempre più esili. E dopo un anno non erano ancora stati saldati. Ci penserà il Comune di Padova a saldarli in parte finanziando una manifestazione promossa da Asciero e dalla sua compagna Luana Levis per la quale una delle ditte presenterà una fattura sproporzionata rispetto al lavoro effettuato.

D’altronde si trattava di fare un favore ad Aldo Luciano Marcon che il gruppetto di imprenditori chiamava “papà”. Non per legami filiali per il sistematico meccanismo per cui Andrea Caporello (un anno 11 mesi e 14 giorni) con la Edil Color, Manuel Marcon con Costruzioni Giorg srl e Roberto Unizzi con la Thermoidraulica srl potevano proporre alle gare d’appalto bandite dall’Ater ribassi incredibili, leggiamo nella sentenza: “potendo contare sull’indulgenza dei controlli che non avrebbe mosso rilievi al lievitare dei costi in fase di esecuzione”. Gli imprenditori sono a “disposizione” e a casa di Luciano Aldo Marcon assicureranno negli anni una serie di favori: dalla riparazione della lavastoviglie al controllo della caldaia. “Si è vero che tu hai fatto tante cose – ricorda l’imprenditore Manuel Marcon al direttore dell’Ater – per me e te ne ringrazio sempre ma è anche vero che anch’io ho fatto lo stesso, la mia lealtà nei tuoi confronti che va aldilà del rapprto commerciale perché lo considero più un rapporto…umano”

Le gare si svolgevano con un copione prefissato. Dopo una gara per la manutenzione di alcuni edifici scolastici, per il valore di 39mila euro gli imprenditori si accordano far vincere la FL Impianti srl di Luca Simone Ferro, in una telefonata con un altro imprenditore Manuel Marcon sottolinea: “..non stare a preoccuparti che…toccherà a lui toccherà a lui a buon rendere hai capito?” e l’interlocutore risponde dubbioso: “Ho capito Va bene. Vedremo se è vero” e Manuel Marcon di rimando: “Per forza se non vuole essere tagliato fuori e ..bisogna che faccia così, hai capito?”

Un sistema vischioso di relazioni che riguarda anche altri enti pubblici. Mentre in Comune la referente è Simonetta Liviero dell’ufficio settore edilizia pubblica nell’Esercito il gruppetto di imprenditori può fare conto sul tenente Roberto La Salvia (3 anni e 5 mesi di reclusione) chiamato lo “zio” e a cui gli imprenditori, tra le altre cose, regaleranno un viaggio in Turchia tutto spesato (gli verrà regalato persino il set di valige). Ad una gara per “la ristrutturazione e adeguamento dei locali logistici all’interno della caserma Prandina”, valore198mila euro, per “errore” vince la ditta Vardanega e la Edil Color di Caporello arriva terza. Non è così che doveva andare, il rappresentante della Vardanega si scusa con Andrea Caporello: “Io le chiedo scusa, l’ho detto anche a Manuel, però la ragazza io gli ho detto una cosa e lei ha visto due gare, pensava che fosse quell’altra e ha fatto un errore. Lo so”. Poi la Vardenega rinuncerà all’appalto.

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