Mafie in Veneto: arriva la Commissione parlamentare

Tanto si annunciò che accadde. La Commissione parlamentare antimafia verrà in missione in Veneto tra il 17 e il 18 luglio prossimi ed, in particolare, a Verona e a Venezia. A quattro anni dalla missione compiuta dalla Commissione presieduta da Rosy Bindi si conferma l’attenzione da parte istituzionale sulla situazione degli insediamenti mafiosi nella nostra regione

Il grillino Nicola Morra, presidente attuale della Commissione antimafia, troverà comunque una situazione decisamente diversa da quella che si squadernò di fronte agli occhi ai componenti della Commissione Bindi. Se nel 2015 la sensibilità, anche istituzionale, riguardo al tema era piuttosto rarefatto. Anche da parte della magistratura secondo la Commissione parlamentare che scrisse, nero su bianco, nella relazione finale come le organizzazioni criminali in Veneto “hanno approfittato di un’insufficiente attività di prevenzione e contrasto per mimetizzarsi nel tessuto economico attraverso un rapporto di convergenza di interessi con il mondo delle professioni e dell’impresa”.

Oggi, Morra e colleghi, si confronteranno con l’emersione di diverse inchieste da parte della magistratura antimafia veneziana che hanno fatto luce anche sull’insediamento di gruppi e famiglie criminali nel corpo vivo delle società locali, come nel caso di Eraclea, nel veneziano, e di Zimelle nel veronese.

La Commissione Bindi nel congedarsi dal Veneto, a Verona, approvò un provvedimento di enorme importanza: l’istituzione della commissione d’accesso per il comune di Verona che facesse luce sulle infiltrazioni mafiose nell’amministrazione Tosi e, nel caso, ne raccomandasse lo scioglimento.

Un atto di grande coraggio che fece luce sui possibili legami tra politica e criminalità allora del tutto ignorati. Oggi la recente inchiesta su Eraclea ha posto agli arresti il sindaco per presunti legami con il locale gruppo camorrista. La Commissione Bindi lasciò Verona una settimana prima dell’insediamento del nuovo Prefetto Salvatore Mulas, oggi trasferito ad altro incarico, che con le sue 17 interdittive ha disegnato una nuova, e per certi versi inedita, geografia, degli insediamenti mafiosi nel veronese. Prima di questi provvedimenti sul veronese solo sussurri e nebbia fitta.

La Commissione Morra potrebbe quindi registrare quanto è oramai consolidato: il solido insediamento di gruppi criminali in alcune aree, la partnership tra settori non trascurabili dell’imprenditoria locale, il non aleatorio pericolo di accordi con la politica.

Il fitto calendario di audizioni a magistrati, forze dell’ordine, associazioni imprenditoriali e sindacati potrebbe d’altronde far emergere una nuova presa di coscienza su cosa sia davvero necessario fare per questa regione. Riguardo agli insediamenti mafiosi e ai mille interessi autoctoni che li alimentano.

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