Ricorrenze tra Veneto e Gela

gelaLa scoperta di consistenti investimenti economici nel vicentino, a Montecchio, curati da Cristoforo Palmieri, un imprenditore ritenuto vicino ai clan di Gela, riporta alla mente altri episodi che collegano il Veneto con la criminalità gelese e in generale della provincia di Caltanisetta. Secondo gli inquirenti Cristoforo Palmieri era garante degli investimenti per i diversi gruppi mafiosi gelesi tra cui la famiglia Rinzivillo, antagonista degli Emmanuello, che nella complessa geografia di Cosa nostra, risulta da sempre alleata dei Madonia, famiglia a capo del mandamento di Caltanisetta. Un’alleanza che deve aver avuto deve aver avuto delle ripercussioni anche in Veneto, come vedremo.

Nel 2010 i carabinieri di Chioggia stroncano un traffico di cocaina gestito anche dalla famiglia gelese dei Curvà, parenti della moglie di Palmieri. La droga proveniva dalla Colombia e veniva poi smistata tra Spagna e Veneto. Il traffico era orchestrato dai gelesi Angelo Curvà, Salvatore Lopez, Nunzio Ferracane e Ignazio Missud. Ferracane e Missud in particolare, titolari della ditta edile «Fe.Mi.srl», erano residenti a Chioggia da una quindicina d’anni. I quattro sono stati condannati nel dicembre del 2017 a pene variabili tra i quattro e i quattro anni e mezzo. Il commercio era stato scoperto in seguito ad un denunciato tentativo di estorsione avvenuto a Chioggia ai danni di due piccoli imprenditori edili siciliani.

Ma è sempre Vicenza a far registrare una certa consuetudine della criminalità gelese e nissena in Veneto. Nel 2010 viene arrestato Massimo Dall’Asta di Caltanissetta implicato in giri di estorsione ai danni di imprenditori edili. A Montecchio, lo sesso paese dove sono stati sequestri ieri i beni intestati all’imprenditore Palmieri, nel 2016, viene bloccato dai carabinieri un personaggio di primo piano della mafia gelese alleata ai Madonia, Giuseppe Barbieri, considerato il vero e proprio reggente della cosca mafiosa di Gela.

Ritornando indietro nel tempo scopriamo che lo stesso ‘Piddu’ Madonia, rappresentante provinciale del mandamento di Caltanisetta, in provincia di Vicenza, e precisamente a Longare, ci ha vissuto per quasi dieci anni, impiegato in una ditta vicentina con forti interessi in Sicilia, fino alla cattura avvenuta nel 1992. “Dopo Salvatore Riina veniva lui” disse di Madonia, il pentito Leonardo Messina.

Spostandoci di pochi chilometri e di pochi anni scopriamo che Pasquale Messina, pluriomicida, appartenente alla cosca retta dallo stesso ‘Piddu’, viene arrestato, nel 1999 a Bassano del Grappa, dopo sette anni di latitanza. Tornando nel vicentino, a Trissino, nel 2006, viene sventato dalla polizia un tentativo di sequestro di persona ai danni di un orafo vicentino da parte di cinque affiliati alla mafia nissena. Ricorrenze di un certo interesse, verrebbe da pensare.

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