C’è un altro aspetto (vedi qui) degno di interesse nel sistema corruttivo che ha regnato nella zona termale di Padova.

Molta della letteratura sulla corruzione che abbiamo visto in questi anni ha analizzato il declinante ruolo dei politici ridimensionati – nella capacità di comando – rispetto ai tempi di tangentopoli. In particolare è stato sottolineato in questi anni il crescente protagonismo dei dirigenti e dei tecnici sempre più autonomi rispetto ai politici.

In realtà dalla vicenda delle Terme emergerebbe la capacità di Claudio di “mettere in riga” e manipolare – premiando e punendo – l’apparato amministrativo per portare avanti i suoi obiettivi. Qualcosa di simile emerge nell’inchiesta sul sistema Consorzio Venezia Nuova dove la politica ha esercitato un ruolo tutt’altro che secondario: Giancarlo Galan, da presidente della Regione Veneto, e Renato Chisso, da assessore alle infrastrutture, hanno saputo piegare e disciplinare la struttura regionale riducendola a struttura di servizio della cricca. In sostanza, quello che emerge dall’inchiesta, è una capacità di comando e controllo da parte dei politici indispensabile per il buon procedere del saccheggio.

Come ha testimoniato Claudia Minutillo:

DOMANDA – Quindi, se ho capito bene, vi era un intero controllo della filiera, dal governatore all’assessore ..

RISPOSTA- C’era un intero controllo della filiera: dal Presidente della Regione all’assessore competente a tutto l’apparato burocratico, perché, ripeto, le nomine erano nomine politiche dei commissari della Commissione VIA, perché comunque i dirigenti erano tutti scelti tra le persone più vicine, per cui era difficile che le cose potessero avere un intoppo, difficile 

Da questi episodi di corruzione possiamo vedere come i politici (eletti) tengono saldo il bastone del comando. Che non è necessariamente una brutta notizia, se stessimo parlando d’altro.