Domani saranno  passati due anni dalla grande retata che ha portato in galera un pezzo significativo della classe dirigente della nostra regione (4 giugno 2014).

Per questo anniversario è bene ricordare le parole, pronunciate quindici (15) giorni dopo l’esplodere dell’inchiesta dall’attuale vicepresidente di Confindustria nazionale e allora presidente di Confindustria Verona, Giulio Pedrollo che lamentava “La nostra è diventata la città dei comitati controOgni volta che si lancia un’iniziativa c’è qualcuno che organizza un comitato di oppositori…”.

Erano passati quindici giorni da quel giorno in cui tutto era terremotato e si era svelato al mondo l’esistenza di un sistema che governava le opere pubbliche di questo territorio e che grazie a quelle opere traevano occasione di illecito lucro. Il più grande sistema corruttivo dell’Italia repubblicana, decine di politici, imprenditori, ufficiali e magistrati implicati in un saccheggio immane. Pedrollo non trova di meglio di accusare i comitati che remano contro…

Alle volte si ha l’impressione di avere a che fare con persone che pensano sempre gli stessi pensieri, innamorati delle loro certezze, che hanno imparato alcune formule per capire il mondo (la crescita, l’innovazione…) e non le abbandonerebbero per nulla al mondo.

Se irrompe la realtà nel loro castello incantato cercano di ignorarla, brandendo la bambola di pezza dei loro slogan, non sapendo come inquadrarla, con quali parole descriverla, che significato dargli.

Queste persone sembrano aver perso le connessioni con il mondo e il loro agire appare una agitarsi insensato, autistico – “lavoro bianco” lo chiamano gli psicanalisti -,  sempre in difesa alla ricerca di un nemico, incapaci di darsi una collocazione in un contesto reale e non fantasmatico. Incompetenti a vivere.

 

Quest’uomo è vicepresidente nazionale di Confindustria e occorre pensare a lui, e a quelli come lui, nel secondo anniversario dell’inchiesta che ha travolto la nostra regione (e non solo).

Loro garantiranno la prosecuzione dell’identico: altre cricche, altri saccheggi e una crisi infinita.