A Gallio il 26 aprile scorso viene approvata la variante al piano d’assetto del territorio [Pat].

Il piano è quello delineato dalla giunta precedente guidata da Antonella Stella, vittima, nel 2006, di un pacco bomba, sufficientemente potente da poter ucciderla e che, per fortuna, le inflisse «solamente» delle profonde ferite alle mani. Attentato originato, secondo molti, dalla politica urbanistica perseguita dal sindaco che impose severi vincoli alla cementificazione del territorio. Una delle pagine più inquietanti dell’ultimo decennio a nordest.

Ora, con la variante promossa dall’amministrazione guidata dal sindaco Pino Rossi, i vincoli vengono allentati.

Allentamento in particolare motivato dalla necessità di edificazione di prime case per residenti. Necessità contestata dai dati della Commissione Internazionale per la protezione degli Alpi [Cipra], pubblicati dal quindicinale L’Altopiano, che certificano come vi siano, nella conca centrale dell’altopiano – comuni di Roana, Gallio ed Asiago –, prime case ogni 2,57 abitanti.

La variante introduce il meccanismo della perequazione urbanistica così sintetizzata dal sindaco in una dichiarazione resa a L’Altopiano: «Chi costruisce un albergo, potrà avere a disposizione aree per costruire anche case in base alla percentuale che si stabilirà».

L’approvazione della variante ha riaperto vecchie ferite nella piccola comunità di Gallio, gli esecutori e i mandanti dell’attentato all’ex sindaco non sono mai stati trovati anche se è da ritenersi inconsistente la pista, ventilata con insistenza all’inizio, di qualche paziente di Antonella Stella, psichiatra.

Molto più realistica l’ipotesi che la politica dell’ex sindaco avesse disturbato più di qualche potente interesse nell’altipiano dove l’economia è stata, fino ad oggi, trainata dal mattone delle seconde case per i turisti. L’indagine della Cipra rileva inoltre la presenza di 14.317 seconde case nell’altipiano di cui oltre 4mila nella sola Gallio. Molte di queste costruite durante gli anni ’80 e ’90.

I sostenitori dell’ex sindaco vedono nell’approvazione della variante un tradimento del sacrificio della Stella. «Quel giorno è morta in me l’innocenza di credere che chi cerca di fare il Bene non può rischiare nulla – scrisse la Stella in una recente lettera aperta – l’innocenza di pensare che MAI la morte possa arrivarti deliberatamente per mano di un altro essere umano».

Nello spazio di discussione del sito «Gallio rinasce», che fa riferimento all’opposizione all’attuale amministrazione, divampa il dibattito: «anche se nessuno a quel che ne so io ha mai concretizzato queste indagini e tanto meno chi sa qualcosa si è mai sentito in dovere di svuotarsi la coscienza, non credo ci siano molti dubbi sul fatto che il nostro paese sia meno innocente di quanto ancor oggi tu cerchi di fare apparire» scrive un partecipante.

A parte il piccolo gruppo di Libera dell’altopiano nessuno sembra aver analizzato e discusso liberamente quanto accaduto. Il tentativo di omicidio di Antonella Stella pesa come un incubo. Un incubo riemerso con i recenti provvedimenti dell’attuale amministrazione. «’Chi sa si liberi finalmente l’anima e parli» scrisse Antonella Stella negli auguri d’inizio anno.

maggio 2011 – Carta