Campi avvelenati in Polesine

coimpoimmLe ingentissime quantità di fanghi sversati sui terreni del Polesine “non erano esenti da sostanze tossiche e nocive e/o persistenti e/o bioaccumulabili in concentrazioni dannose per il terreno, per le culture, per gli animali, per l’uomo, per l’ambiente in generale”. Sono le conclusioni del recente rapporto confezionato dai Carabinieri – Forestali di Rovigo, sulla base delle analisi svolte dall’Arpav, nei 377 ettari di terreno in provincia di Rovigo dove la Coimpo di Adria, società di gestione di rifiuti, ha sparso nell’arco di vent’anni fanghi di origine civile ed industriale.

Il dato che solleva più preoccupazioni è quello che riguarda la presenza di Pcb, i policlorobifenili, una sostanza dalla carica inquinante simile alla diossina che non si scioglie in acqua e in grado di passare, concentrando la sua carica tossica, nella catena alimentare dalle piante, agli animali e, infine, all’uomo. Almeno in tre casi il valore del Pcb è risulato di 0, 10mg/kg rispetto ad un valore limite di 0, 06 mg/Kg. Molti dei campi in questione sono coltivati a mais ed erba medica e destinati a mangime per gli allevamenti.

I terreni analizzati sono “stati scelti in base alle prime risultanze delle indagini, in sostanza di sono estratti alcuni terreni tra i molti possibili, che sarebbero stati oggetto di rilevanti distribuzioni di fanghi” da parte della Coimpo o di cosiddetti fertilizzanti da parte della ditta gemella, la Agribiofert. Insomma oltre ai 377 ettari analizzati di campi avvelenati ce ne potrebbero essere molti di più.

I vertici della società di Ca’ Emo, una frazione di Adria, sono stati arrestati l’11 dicembre dell’anno scorso con l’accusa di traffico illecito di rifiuti. Si tratta di Gianni Pagnin e Mauro Luise e le rispettive figlie Glenda Luise e Alessia Pagnin e di Rossano Stocco a capo della Agri. bio. fert. Insieme agli arresti la Procura aveva proceduto al sequestro di 280 ettari di terreni agricoli nei comuni di Adria e Pettorazza Grimani che venivano utilizzati per lo smaltimento di enormi quantità di questi fanghi che solo sulla carta avevano subito il processo di trattamento. Inoltre, da documenti da noi visionati, risulta che la Coimpo negli anni ha affittato 144 ettari di terreni, coltivati a mais e grano, nei comuni di Adria e di Papozze.

I risultati delle analisi svolte, che, secondo gli esperti dei Carabinieri – Forestali “hanno evidenziato la presenza significativa nei terreni in questione di alcuni elementi inquinanti” erano già stati comunicati dall’Arpav nel 2015, l’anno dopo la tragica esplosione avvenuta nello stabilimento della Coimpo che ha provocato la morte di quattro persone. La morte dei tre dipendenti della Coimpo e di un autotrasportatore aveva attirato l’interesse degli organi inquirenti su questa azienda attiva dal 1984 e che nel 1997 la ditta era autorizzata a trattare 3000 tonnellate di fanghi di depurazione e un decennio dopo era arrivata a quasi 100 mila tonnellate.

L’inchiesta della Procura di Venezia ha evidenziato una rete di collusioni tra politici e funzionari tesa a coprire l’attività della Coimpo. “… Parlo con Gennaro (Carlo Gennaro, dirigente del Comune) che venga addomesticato il tecnico” è la frase intercettata al vicesindaco di Adria Federico Simoni, riportata nell’ordinanza della Procura e citata dal giornale online La Voce di Rovigo. Il tecnico in questione è Devis Casetta, biologo padovano, inizialmente ingaggiato dal comitato degli abitanti di Ca’ Emo e poi, nell’ultimo anno, dall’assessore all’ambiente del comune di Adria, Giorgia Furlanetto. Ma evidentemente non tutti nell’amministrazione hanno apprezzato il suo rigore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...