otta presaAncora ditte in odore di criminalità organizzata in attività a Caorle. E ancora contatti con l’immobiliarista Claudio Casella. Questa volta occorre scavare un po’ nel tempo quando, nel 2008, ha inizio il cantiere per 14 villette a Ottava Presa, una frazione di Caorle. Il permesso di costruzione è richiesto dalla Nava Immobili srl dell’immobiliarista Claudio Casella, che a partire dall’ottobre 2010 affida i lavori del cantiere alla ditta Progetto Casa, che lì lavorerà fino all’agosto del 2010. Amministratore unico è Raffaele Oppido, il cui nome compare frequentemente nelle carte dell’inchiesta Aemilia sulla cosca Grande Aracri insediatasi tra l’Emilia, la Lombardia e il Veneto.

Leggendo le carte dell’inchiesta scopriamo che Oppido, non indagato, rappresenta comunque una pedina importante per gli interessi della cosca: è l’amministratore delegato della Faecase di Caorle, la ditta – il cui primo amministratore risulta Claudio Casella – che dovrebbe intestarsi il progetto di un parco eolico in quel di Cutro nella richiesta di finanziamenti alla UE. Oppido risiede ad Arcole in provincia di Verona e, secondo l’informativa dei carabinieri, vanta importanti parentele con la gerarchia della cosca. Oppido cerca di coinvolgere Antonio Gualtieri, curatore degli interessi del boss Nicolino Grande Aracri, in alcune operazioni immobiliari, come a Pramaggiore, mentre Gualtieri si adopera in collaborazione con la consulente Raffela Tattini per trattare con la banca i debiti contratti dalla Faecase.

Nel cantiere di Ottava Presa, Oppido è anche responsabile del servizio sicurezza e prevenzione. Per la Progetto Casa srl lavora Daniel Lorenzon, che nel cantiere di Ottava Presa riveste il ruolo di direttore tecnico di cantiere. La prima ditta al lavoro in quel cantiere è la Edilcostruzioni sas, oggi fallita, che aveva come legale rappresentante Ignazio Cosentini di Crotone e residente in provincia di Verona, a Ronco all’Adige. Il geometra Ivone Zusso, dello Studio tecnico Zusso, è direttore dei lavori fino al 2009. “Ho rinunciato all’incarico affidatomi dall’Immobiliare Nave di Casella perché c’era una cattiva organizzazione dei lavori – racconta il geometra -, le ditte venivano da fuori e non lavoravano come si deve, non era stata fatta nemmeno la recinzione”.

Lo Studio Zusso aveva collaborato, poco tempo prima, con Casella anche in un altra lottizzazione ad Ottava Presa “ma lì le cose erano filate lisce, la ditta di costruzione era locale”. Anche il successivo direttore dei lavori, l’architetto Radames Carbonera, si lamenterà della conduzione dei lavori tanto da scrivere nel 2010: “(…) visto anche l’impossibilità a contattare l’impresa Progetto Casa srl nella figura dei sig.ri Oppido Raffaele e Lorenzon Daniel, dalla data di domani 05/05/2010 il cantiere in esame rimarrà privo di lavorazioni e maestranze, aggravando ulteriormente il già preoccupante ritardo rispetto al crono programma dei lavori. Si specifica inoltre, che l’impresa Progetto Casa srl ha abbandonato il cantiere senza dare alcuna comunicazione e senza autorizzazioni dello scrivente, lasciando i lavori fino ad oggi eseguiti privi di adeguate protezioni ed oggetto delle intemperie con inevitabili danni alle strutture (…)”

Poi l’impresa Progetto casa formalizzerà la rinuncia alla conduzione dei lavori tanto che verrà sostituita nell’agosto del 2010 dalla D & G srl di Nicolò Di Marco di S. Biagio Platani in provincia di Agrigento e residente a Sarcedo in provincia di Vicenza. Dopo la rinuncia anche di quest’ultima, una ditta di Caorle tentò di concludere l’intervento, ma nel settembre del 2011 scaduto il termine ultimo per la conclusione dei lavori, Casella non richiederà nessuna proroga. Gli appartamenti non finiti giacciono chiusi e non completati sul litorale. L’avventura professionale dell’immobiliarista Claudio Casella invece continua, grazie alla proroga concessa recentemente dall’amministrazione comunale al discusso accordo urbanistico del Villaggio delle Terme.

 

La Nuova Venezia 23 novembre 2016