Si era stabilito nel veneziano da una ventina d’anni Attilio Vittorio Violi, uno dei responsabili dell’organizzazione del traffico di stupefacenti arrestato venerdì dalla Guardia di finanza. Sequestrati 400 chili di cocaina, provenienti dal sud america,  destinati al mercato milanese e veneto. Violi faceva riferimento, da quello che apprendiamo dai giornali locali, al ‘ndrina Morabito di Africo, provincia di Reggio Calabria.

Il giro economico dei traffici doveva essere notevole così come l’attività di reimpiego nel mercato legale, solo la cocaina sequestrata avrebbe fruttato 13 milioni di euro.

Nel dicembre 2013 sono stati condannati a 47 anni di reclusione i 12 componenti la banda che acquistava cocaina ed hashish dai calabresi della ’ndrangheta trapiantati a Milano e la vendeva nel Veneto. Tra i componenti un residente di Silea, Vincenzo Sorace che faceva riferimento alle cosche cosche jonico reggine dei Nirta e degli Strangio. Insieme  a Sorace vennero condannati degli imprenditori edili di Camponogara.

Insomma l’operazione antidroga di questi giorni non è la prima che nel veneziano coinvolge la ‘ndrangheta. Ora ci si attende che possa essere individuata la rete di reimpiego del denaro nei traffici leciti e la conseguente filiera di appoggi e collusioni nell’economia veneziana.

I gruppi di ‘ndrangheta residenti da anni nel veronese hanno inziato proprio dal traffico della droga per poi mettere radici ben salde nell’economia locale.

Forse stiamo assitendo ad un “nuovo corso” della procura antimafia veneziana che può farci sperare?