Due nuove interdittive antimafia sono state emesse sabato scorso dalla prefettura di Verona. Le misure predisposte dal nuovo prefetto hanno riguardato Francesco Piserà, calabrese, titolare di diverse attività operanti nel settore della ristorazione e del turismo, con esercizi pubblici presenti in più comuni e Maria Anna Vaccaro, siciliana, che gestiva una tabaccheria ai Navigatori, in via Vasco de Gama, 10.  Da quanto apprendiamo dalal lettura dei giornali locali, in realtà sospettati di attività criminale sarebbero i familiari della signora Vaccaro che abitano in provincia di Palermo e che greviterebbero nell’orbita del clan di Brancaccio.

Piserà invece (apprendiamo da qui) sarebbe titolare della società Gfa srl con sede in via Foscolo a Bardolino. Una società a cui sono collegate varie attività nel settore turistico: ristoranti , hotel, bar, pizzerie, sale giochi, bed and breakfast dislocati sul lago di Garda tra Peschiera, Salò e Desenzano.

Piserà, ritenuto vicino al clan Mancuso, ha anche gestito con la Bintar Snea srl, impianti di risalita e un hotel in Lessinia, ma sarebbe stato allontanato per il suo passato giudiziario.

L’interdittiva prefettiva antimafia, è una misura a carattere preventivo, non è assimilabile ad una sentenza perchè si fonda solamente su accertamenti compiuti dai differenti organi di polizia, su soggetti che hanno rapporti con la pubblica amministrazione, valutati dal prefetto. I colpiti dall’interdittiva possono fare ricorso al Tar.

Le nuove interdittive sembrano segnalare la volontà del Prefetto di far tesoro delle indicazioni esplicitate dalla Commissione parlamentare antimafia in visita a Verona nel marzo di quest’anno che aveva proprio indicato nelle misure preventive gli strumenti più idonei per affrontare una situazione che anche se non era ancora al livello di quella lombarda, ma che rischiava, in particolare a Verona, di somigliarle molto. La commissione aveva provato a suonare la sveglia: il nuovo prefetto sembra averla ascolatata. Vedremo se prenderà in considerazione un altro “suggerimento” della commissione, quello di convocare la commissione d’accesso, l’anticamera dello scioglimento del comune scaligero per infiltrazioni mafiose (vedi qui)

In luglio di quest’anno il Prefetto aveva emesso altre due interdittive, nei riguardi della Grika costruzioni e della Nico.fer. In quel caso il sindaco Flavio Tosi aveva dichiarato: «Bisogna aspettare a dare giudici su aziende e famiglie, rimando al caso della Rizzani de Eccher, per la quale il Tar annullò l’interdittiva del prefetto di Udine»