“Congratulazioni Zoharn! Facile però fare il progressista a New York, dovresti provare il Veneto! Avanti tutta!”. La scritta, vergata su un cartello di cartone, sta facendo il giro dei social. La battuta (fa riferimento a Zoharn Mamdani, neosindaco socialista di New York) fa sorridere — alcuni, la minoranza, amaramente.
Un paio di mesi fa una brava – e moderata – amministratrice veneta del Pd pubblicò sui social una frase iconica: “tante case senza gente, tanta gente senza casa” e venne giù il cielo. Venne tirata in ballo Ilaria Salis – in certi ambienti la personificazione del male -, l’esproprio proletario e così via. Il nervo scoperto ovviamente era la proprietà privata e della casa in particolare e quella semplice frase, specchio di una realtà di fatto, sembrava mettere in discussione diritti consolidati, “sacri” per certi versi.
Qui da noi, infatti, ci sono cose di cui semplicemente non è possibile parlare. In sociologia lo chiamano finestra di Overton: è l’insieme delle idee e dei comportamenti considerati accettabili da una comunità in un dato momento storico. Ci sono argomenti che si possono affrontare e altri che restano tabù. Ma quella finestra può allargarsi o restringersi nel tempo. Zoharn Mamdani proponendo case popolari, trasporti e asili gratuiti – pagati con le tasse di chi può – ha allargato la finestra di Overton. Anche a New York, erano negli ultimi anni temi eretici, da estremisti, poi le cose sono cambiate.
Possono cambiare anche qui?
Il sospetto è che per andare davvero al sodo dei problemi che ci si parano di fronte – la diseguaglianza crescente, il servizio sanitario in crisi, la crisi ambientale e climatica – occorra verificare se i serramenti della finestra di Overton non si siano, nel tempo, arrugginiti. Se non sia il caso di smuoverli un po’ consentendoci di guardare oltre. I candidati al governo della Regione snocciolano punti di un programma, l’elenco delle cose da fare, alcune cose suonano credibili altre meno, ma tutti stanno bene attenti a non smuovere quella finestra.
Negli anni ’80 un sindaco padovano democristiano requisì delle case sfitte per rispondere alla crisi degli alloggi. Nel frattempo la società è cambiata, la crisi abitativa è di gran lunga più grave di allora, ma la finestra di Overton si è ristretta e provvedimenti come quello sembrano impensabili.
Allargando la finestra, sfidando lo spirito dei tempi, forse possiamo trovare strumenti nuovi – o dimenticati – per agire e comprendere. Una visione ristretta non conviene a nessuno.
Vez news 11 novembre 2025