Gli scheletri delle villette color ocra sono immerse nella vegetazione. Il cantiere è abbandonato dalla fine degli anni ’90 quando lo società che ha dato il via al progetto “Costa Verde” è finita gambe all’aria lasciando che davvero il verde si riprendesse i suoi spazi. Malgrado la pace avvolgente che si respira, attorno a questa area di Caorle si sta combattendo un conflitto che turba i sonni della cittadina del Veneto orientale.
Lunedì il consiglio comunale è chiamato a votare il rinnovo dell’accordo urbanistico, scadrebbe il 30 novembre, denominato “Villaggio delle Terme”. L‘accordo era stato sottoscritto nel gennaio 2007 tra il sindaco precedente, Marco Sarto, e la Caorle Investimenti srl, proprietaria dell’area titolare Claudio Casella. L’accordo prevede che la società privata costruisca il centro termale e dopo 50 anni (rinnovabili per altri 50) di gestione lo consegni al Comune, in cambio le volumetrie dei negozi e degli appartamenti previsti (in parte di edilizia convenzionata) lievitano fino a quattro volte le dimensioni previste dal piano regolatore. L’intervento edilizio è firmato dallo Studio Architetto Mar di Mestre.
“Lunedì il sindaco Striulli paga pegno” raccontano dalle fila dell’opposizione. Si riferiscono all’impegno dell’immobiliarista Claudio Casella – nato a Lumezzane in provincia di Brescia, è stato anche imprenditore nel settore del gioco online – profuso nel rieleggere, il 5 giugno di quest’anno, Luciano Striulli. Anche il giorno stesso delle elezioni. Diverse testimonianze – qui a Caorle parlano, ma nessuno vuole fare nome e cognome – raccontano di sodali di Casella accompagnare persone al seggio in un andirivieni di auto che ha provocato pure l’intervento delle forze dell’ordine che hanno aperto un indagine su questi fatti. Grazie a questa indagine si è appurato che pochi giorni prima del termine previsto un collaboratore di Casella ha depositato presso l’ufficio elettorale una serie di richieste di iscrizione ai registri elettorali da parte di 60 persone di nazionalità rumena.
Numerose testimonianze raccontano che lo stesso Casella, in compagnia di alcuni sodali, si sarebbe installato fin dalle 7 del mattino nel bar di fronte ai seggi del centro storico per coordinare le operazioni di “accompagnamento” al voto. Tra la gente le chiacchiere su quanto accaduto si sono susseguite in paese, ma pochissime denunce sono arrivate sul tavolo degli investigatori.
Non è la prima volta che il progetto del Villaggio delle Terme monopolizza il dibattito politico a Caorle. Nella seduta del consiglio comunale del 23 dicembre del 2012 il consigliere comunale Alessandro Borin denunciò che “il programma di giunta concordato non prevedeva più la «revisione, ove giuridicamente possibile, dell’intervento urbanistico delle cosiddette “Terme” in zona C2/39» perché il sindaco, Luciano Striulli, aveva ricevuto pochi giorni prima delle minacce, anche di morte, per lui, la famiglia e alcuni consiglieri comunali”.
Il sindaco smentì di aver ricevuto delle minacce. La procura antimafia di Trieste ha aperto un indagine e i consiglieri Alessandro Borin e Marco Favaro hanno sempre confermato la loro denuncia corredata da alcuni messaggi sms. L’associazione Avviso Pubblico, che riunisce le amministrazioni comunali impegnate nella lotta alla mafia, ha sospeso l’iscrizione del comune di Caorle.
A prestar retta ai caorlotti Casella ha un fare minaccioso, gira sempre accompagnato da qualche sodale e le chiacchiere sul suo conto si sprecano. Ma è un fatto, denunciato alla magistratura, che durante la campagna elettorale del 2012, quando il sindaco Striulli è stato eletto per la prima volta, Casella insieme ad un gruppo di persone si recò ad un comizio di Alessandro Borin, candidato sindaco di una lista civica ambientalista, e all’esterno del bar dove si teneva la riunione, un sodale dell’immobiliarista bresciano ha mostrato un coltello, con fare minaccioso, ad un candidato della lista di Borin.
Ed anche un fatto che la Caorle Investimenti srl, nel 2011, ha riceve dai soci, come finanziamento delle attività, 7, 370 milioni di euro e che ambienti investigativi commentano: “non possono che venire da attività in nero”. Sempre nel 2011 la Caorle Investimenti srl nel 2011 incorpora i terreni della Nave Immobili e della F.lli Codognotto, nota società di trasporti con sede a Salgareda in provincia di Treviso, che fino ad allora partecipava al 50% al progetto delle Terme.
Il mutuo di 26 milioni contratto con Intesa san Paolo relativo al progetto del Villaggio delle Terme scadrà nel 2018. Un piccolo particolare: dal 2011 la Caorle Investimenti srl non versa l’intero ammontare dell’Imu, parliamo di 190mila euro di mancato introito. L’amministrazione comunale fino ad ora non ha mosso un dito.