Verona. Il sottosegretario agli interni, Domenico Manzione – rispondendo all’interrogazione di alcuni parlamentari del Pd – ha affermato che la Soveco, importante società edile protagonista in questi anni degli appalti pubblici nel veronese, è ancora oggetto di accertamenti «in quanto rappresentanti di tale società, legali ed occulti, come si è avuto modo di accertare nel corso dell’istruttoria, sono stati oggetto di procedimenti penali, alcuni dei quali ancora in corso». Soveco è una ditta importante inserita a pieno titolo nel giro degli affari che contano nella ricca (e leghista) Verona (per un approfondimento qui ).

 

Udine. Un’interdittiva antimafia è stata emessa nei confronti dell’impresa Rizzani de Eccher su indicazione della Direzione nazionale investigativa antimafia. L’impresa – un colosso delle costruzioni – è impegnato nella progettazione esecutiva del terzo lotto dell’ampliamento della Trieste-Venezia, lotto che è stato aggiudicato e assegnato all’associazione temporanea d’impresa (Ati) formata da Rizzani de Eccher e Pizzarotti. Il primo lotto, in ultimazione, è stato aggiudicato, con un ribasso di circa il 28 per cento, a Impregilo in associazione temporanea d’impresa con Mantovani, Consorzio Veneto Cooperativo, So.Co.Stra.Mo e Carron, per un importo di gara da 224,6 milioni. Nell’aprile del 2013 è stata sequestrata la Mestrinaro, ditta che opera nel campo dei rifiuti, nel corso di un indagine sul presunto ricovero di rifiuti nocivi nel sedime della terza corsia. La Rizzani de Eccher ha lavorato molto in Sicilia – come la Maltauro – ed è stata coinvolta nella tangentopoli siciliana, una sistema di tangenti arricchito dal ruolo di Cosa Nostra, allora caratterizzata dal ruolo dei Corleonesi e, nel settore degli appalti, da Angelo Siino. Il titolare dell’ azienda, Claudio De Eccher sottolineava: «il sistema degli appalti funziona in Sicilia come funziona in Italia. La differenza è che in Sicilia c’ è più disciplina».

 

Roma. Arrestato per corruzione nell’inchiesta Mose Marco Milanese, ex deputato del Pdl e consulente dell’ex ministro Giulio Tremonti. A Milanese sono anche stati sequestrati beni per 500mila euro, ovvero il corrispettivo della presunta dazione ricevuta dagli ex vertici del Concorsio Venezia Nuova.

 

In un pomeriggio tre avvenimenti che possono bene rappresentare altrettante stratificazioni di un sistema. Una ditta «chiacchierata» i cui titolari provengono dal sud e che opera profittevolmente a Verona adattandosi al sistema locale, una multinazionale del nord che ha operato profittevolmente al sud, adattandosi anch’essa al sistema locale, e forse apprendendo risorse e capacità di intervento (utili a «disciplinare» il sistema). E poi il sistema tangentizio veneto, che origina con il Mose, ma che non si limita alla laguna, ma si espande nella metropoli veneta e ha sempre trovato a Roma sostegno e protezione (anche quando ha inscenato richieste di autonomia e/o secessione).

 

Accolto come una star Matteo Renzi ha recentemente promesso agli industriali veneti – storditi dalla recente inchiesta Mose – «grandi opere senza ruberie», e quindi la Tav tra pochi mesi. La Tav, una delle più oscure procedure e connessioni tra politica e grande impresa. Davvero non male come segnale di riscossa.