Lo scomodo appuntamento

Uno scomodo appuntamento attende il primo ottobre Matteo Meoli rampollo della famiglia bergamasca di imprenditori che da un anno è entrata nel settore dei rifiuti in Veneto. Si tratta della prima udienza del processo per bancarotta fraudolenta della immobiliare Grisori Company srl di Lecco che lo vede imputato assieme a Giovanni Marinaro, personaggio già condannato per associazione a delinquere e spaccio di droga nel lontano 1997 e ancora, in primo grado, nella più recente operazione Insubria del 2014 sempre riguardante l’insediamento di gruppi di ‘ndrangheta nella provincia lombarda. Dai magistrati lombardi della distrettuale antimafia Marinaro viene indicato come ‘ndranghetista di peso, che può vantare la non comune dote di “Vangelo” che indicherebbe una sua posizione apicale nell’organizzazione. Lo scomodo appuntamento del primo ottobre nasce dall’accusa, formulata e sostenuta dal pubblico ministero Giulia Angeleri, di aver sottratto e distrutto i libri e le scritture contabili della società di cui, Marinaro e Meoli, sarebbero stati amministratori di fatto. L’inchiesta prese il via nel lontano 2012.

La famiglia Meoli – il padre Clemente, suo fratello Carlo e, appunto, il giovane Matteo – è entrata da protagonista nel mercato veneto dei rifiuti acquisendo nel maggio del 2019, tramite la società di diritto svizzero C.m.c. Srl, le società del gruppo Futura dell’imprenditore vicentino Denis Baldan. All’indomani dell’acquisto Baldan è risultato coinvolto in un’inchiesta della magistratura antimafia di Napoli in seguito alle relazioni d’affari che avrebbe intrattenuto con l’imprenditore campano Carlo Savoia accusato di associazione per delinquere, corruzione, traffico illecito, condotte aggravate dal metodo mafioso. Il gruppo Futura è recentemente comparso nelle cronache per un vasto incendio che ha coinvolto deposito di stoccaggio della Futura srl, a Montebello Vicentino e che è ancora oggetto di indagine da parte dei carabinieri forestali di Treviso.

Il gruppo è attivo nel settore della raccolta e il trattamento dei rifiuti urbani collaborando con una serie di comuni del vicentino e in quello dei rifiuti speciali e delle bonifiche. Il fatturato del gruppo è attorno ai 19 milioni e conta una quarantina di dipendenti. La famiglia Meoli ha assicurato un aumento di capitale di 3 milioni di euro delle aziende del gruppo.

Il patron, il settantaquattrenne Clemente Meoli, prima di approdare al settore dei rifiuti era già attivo in Veneto nel settore del commercio dei prodotti petroliferi con la F.lli Vianello srl e la Mediolanum Oil srl, entrambe di Mirano in provincia di Venezia.

Con l’acquisto del gruppo Futura la famiglia Meoli si è assicurata l’alleanza strategica con la Sesa di Este, l’impresa partecipata dal Comune di Este e dall’imprenditore Angelo Mandato che negli anni si ha conquistato un ruolo di primo piano nel settore della gestione dei rifiuti urbani anche a livello nazionale. Il gruppo Futura e la Sesa risultano infatti comproprietari, assieme all’Ideal Service società cooperativa, della Berica Ambiente scarl di Pasian di Prato in provincia di Udine.

13 agosto il Mattino di Padova

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