Seconda interdittiva antimafia a Padova. Nel mirino la BB associati srl

prefettura-padova.jpgLa seconda interdittiva antimafia promossa recentemente dalla Prefettura di Padova ha preso di mira la BB Associati srl, società con sede a Rubano e amministrata da Antonio Bonavoglia, residente con tutta la famiglia a Reggio Calabria.

La società opera nel campo dell’abbigliamento anche se, a giudizio della polizia antimafia, “la società […] mantiene in questa provincia una sede legale fittizia, probabilmente allo scopo di sottrarsi ai controlli previsti dalla normativa antimafia”. La società è stata costituita presso lo studio del commercialista Giuseppe Ricciardello che nel frattempo ha cambiato sede e che ha dichiarato di aver tenuto la contabilità della società solo per i primi due anni di attività dell’impresa e da almeno tre anni non avere intrattenuto rapporti con la società la BB Associati srl.

Gli elementi che hanno convinto il gruppo interforze attivo presso la Prefettura ad emanare l’interdittiva sono legati alla figura del padre di Antonio Bonavoglia, amministratore della società e socio insieme alla sorella Concetta Maria attraverso la società Bonavoglia Bros 12 srl di Milano.

Bartolo Bonavoglia compare infatti, insieme al suo socio Domenico Giovanni Suraci detto Dominque – ritenuto organico alla cosca De Stefano/Tegano di Reggio Calabria – in diversi precedenti penali in quanto socio in diverse società che avrebbero favorito attraverso contratti di fornitura “gli interessi economici di varie cosche” del reggino.

In un altra società costituita da Bartolo Bonavoglia, la Bonavoglia Bartolo Trading srl, compare come socio Francesco Audino già interessato in diversi procedimenti penali per associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento, violazione della legge sulle armi.

Ricordiamo che l’interdittiva antimafia inibisce i rapporti tra la società e la Pubblica amministrazione e rappresenta uno strumento di natura “cautelare e preventiva” che mira a scongiurare potenziali possibilità di infiltrazioni o condizionamenti di tipo mafioso. La vera e propria “patente” di mafiosità viene attribuita attraverso una sentenza penale.

La società nel frattempo ha fatto ricorso per il Tar ed ha ottenuto la sospensiva del provvedimento. Lo stesso Tribunale amministrativo dovrà pronunciarsi a breve sulla validità del provvedimento prefettizio.

Quella nei confronti della BB Associati srl è la seconda interdittiva emanata in pochi mesi da quando è stato riattivato il gruppo interforze presso la Prefettura dopo l’arrivo del prefetto Renato Franceschelli.

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