Giorlo-2Ora li è caduta un’altra tegola in testa, la seconda nel giro di 5 mesi. Per la famiglia Giardino il 2016 non è un anno fortunato. I fratelli Antonio, Alfonso e Vincenzo sono stati arrestati, la settimana scorsa, tra Verona e la Calabria, dalla Guardia di finanza per usura ed estorsione. Insieme ai tre fratelli sono rimasti coinvolti a vario titolo nell’inchiesta, il cugino Alfonso Antonio e due Francesco Giardino, uno più giovane, del 1983, e l’altro del 1968. Coinvolto nell’inchiesta anche il padre Domenico. La maggior parte di loro sono residenti tra Verona e Sona, il paese del veronese dove operano le loro aziende. “Non sono mio fratello Alfonso che vi picchia e poi vi lascia per terra…io quando picchio..poi picchio i cristiani li lascio per terra” erano le minacce proferite da Antonio – noto alle cronache per la sua foto a braccetto con Flavio Tosi, ripresi durante la campagna elettorale per le regionali del 2013 – nei confronti di imprenditori terrorizzati che avevano contratto debiti per poche migliaia di euro ma con interessi anche del 300%.

Nel giugno di quest’anno altri arresti in famiglia, sempre ad opera della Guardia di Finanza di Verona: Alfonso, Francesco (senior) e il cugino Alfredo Antonio sono accusati a vario titolo, di aver truffato un imprenditore a cui avevano proposto la compravendita di un terreno a Sommacampagna. Alla truffa sono poi seguiti prestiti a strozzo ed estorsione. E anche in quel caso minacce e botte. Insieme ai Giardino sono stati coinvolti altri personaggi dell’entourage familiare come Eliseo Ventura, figura di spicco del clan familiare e curatore degli affari della famiglia all’estero e l’imprenditore Domenico Mercurio, coinvolto anche nell’ultima inchiesta.

Nelle rete dei prestiti a strozzo emersa in quest’ultima inchiesta rimane vittima Antonio Mercurio, imprenditore calabrese, fratello di Domenico, sodale dei Giardino. I Giardino in questo caso avrebbero preteso ed ottenuto il controllo dell’azienda di Antonio Mercurio, la Nuova Edile srl, inserendo nella cabina di comando Pantaleone Giardino, figlio di Alfredo, il vero capo della famiglia.

Il controllo delle aziende è uno dei pallini dei Giardino. Ciascun membro della famiglia è intestatario di una serie di società, molte di queste hanno sede nel loro quartier generale a Sona, in una palazzina di via Piemonte 13. I settori di interesse sono edilizia, immobiliare e lavori ferroviari. In quest’ultimo settore è attiva – spesso come subappaltatore della Generale Costruzioni Ferroviarie, importante azienda pugliese del settore – la New World Construction intestata a Melissa Manoli, moglie di Vincenzo Giardino direttore tecnico della società. Vincenzo, arrestato in questi giorni, in una recente intervista al settimanale Villafranca Week, si era dissociato dalle gesta familiari asserendo che Alfonso, la “pecora nera”, avrebbe problemi con la droga. Mentre lui, Vincenzo “Porta si una droga. La parola di Dio. Sono evangelico pentecostale e ai miei dipendenti predico la parola del Signore”. Vincenzo è stato condannato, nel 2015 in primo grado, per evasione fiscale ad un anno e sei mesi. La girandola di imprese avrebbero la funzione, a detta degli investigatori, di creare un giro di subprestazioni o di forniture di materiale grazie al quale compiere delle sovrafatturazioni utili al riciclaggio del denaro.

Il matrimonio di Annarosa – sorella di Antonio, Alfonso e Vincenzo – residente a Mazzane di Sotto, con Francesco Nicoscia ha sancito l’alleanza tra le due famiglie originarie di Isola Capo Rizzuto.

Un altro interesse dei Giardino è la politica. “I Giardino hanno molti rapporti con persone altolocate del nord-Italia, tra cui figurano anche esponenti politici del veronese, con i quali iniziano una trattativa che riguarda appalti pilotati e l’affidamento della gestione di un centro sportivo comunale che loro sperano di ottenere in cambio dei voti che hanno raccolto per sostenere il ‘politico amico’” si legge nella relazione investigativa dei Carabinieri di Crotone del marzo 2014. Il politico amico è Marco Giorlo, già assessore a Verona nella giunta di Flavio Tosi. E ora candidato sindaco per le elezioni comunali del 2017, sostenuto economicamente da alcuni imprenditori edili veronesi. “Tutto cambia” il nome della suo raggruppamento politico.

il Mattino 4 dicembre 2016