Prosciolti dalle accuse di incendio colposo Antonio e Saverio De Martino, imprenditori del Lido di Venezia. Il rogo del tetto della suite dell’Excelsior dell’aprile del 2014 era avvenuto durante i lavori eseguiti dalla «De Martino Costruzioni srl».

Il Tribunale ha stabilito che la causa dell’incendio è “riconducibile all’esecuzione dei lavori di posa di una guaina per la impermeabilizzazione della upola realizzata in con modalità non previste e quindi in violazione del piano di sicurezza”

Saverio De Martino era stato arrestato il 14 maggio di quest’anno per associazione a delinquere di stampo mafioso (è poi stato ritenuto estraneo alle accuse dal Tribunale del Riesame di Catanzaro e scarcerato il 2 giugno). De Martino, residente da vent’anni insieme al figlio Antonio al Lido di Venezia e originario di Lamezia Terme, era stato accusato dalla procura di Catanzaro di essere organico alla cosca Iannazzo.

«Va sottolineata – annotavano gli inquirenti calabresi – l’anomala rapidità con la quale la famiglia De Martino a partire dagli anni Novanta si è efficacemente inserita nel contesto economico-sociale del territorio veneto, attraverso lavori nel settore edile e dell’intermediazione immobiliare e la gestione di attività commerciali di considerevole spessore economico». Il figlio di Saverio De Martino, Antonio, era attivo in politica tanto da garantire un considerevole pacchetto di tessere, circa duecento, all’Udc veneziano di Ugo Bergamo.

Il gruppo che fa capo a De Martino ha messo a segno in queste settimane un’importante operazione immobiliare con l’acquisto della grande sede delle Suore Elisabettine al Lido di Venezia che diverrà, nelle intenzioni degli acquirenti, una Casa di riposo e centro sanitario con poliambulatori e centro di chirurgia estetica.